Il mercato di Terra Madre: online i primi espositori!

07 Luglio 2022

Con centinaia di espositori dall’Italia e dall’estero, il Mercato di Terra Madre ospita produttori che stanno già rigenerando l’attuale sistema di produzione e distribuzione del cibo.

Come sempre il Mercato è un punto di incontro importante per Terra Madre Salone del Gusto. È una vetrina della straordinaria diversità gastronomica dove i produttori selezionati da Slow Food possono dialogare con gli studenti delle scuole, ristoratori, artigiani e buyer. E soprattutto è il punto di incontro con appassionati e curiosi che si avvicinano per la prima volta alla manifestazione.

Un pubblico che in questi anni è cresciuto insieme al più importante evento internazionale dedicato al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari, dimostrandosi sempre più curioso e consapevole. Visitatori che hanno voglia di capire come si produce il cibo; che differenza c’è tra un prodotto omologato, frutto di un processo industriale, e uno che fa della diversità la propria caratteristica distintiva. E lo fanno confrontandosi con contadini, artigiani, casari, affinatori che sono l’espressione di un modo di fare economia rispettosa della tradizione, dell’ambiente, della salute di chi produce e di chi consuma. Proprio in questa possibilità di confrontarsi e raccontarsi al pubblico sta una delle grandi differenze del Mercato di Terra Madre rispetto alle fiere dell’agroalimentare. Perché solo grazie alla conoscenza è possibile far nascere una coalizione tra produttori di cibo di qualità e chi quel cibo lo acquista e se ne nutre.

Le linee guida del Mercato di Terra Madre

Il Mercato di Terra Madre non è solo un incontro di culture e sapori, ma la manifestazione politica e allo stesso tempo tangibile di chi nel mondo sta già lavorando per rigenerare l’attuale sistema produttivo e distributivo del cibo, causa di disuguaglianze sociali, sfruttamento di risorse e inquinamento. Per questo il Mercato, nonostante le incertezze dovute alla pandemia e alla situazione geopolitica internazionale, ha avuto la forza di rilanciare e rigenerarsi. E ha definito linee guida per la selezione degli espositori ancora più stringenti. 

Girovagando tra le bancarelle del Mercato di Parco Dora si potranno incontrare i produttori degli spazi regionali, la selezione di espositori italiani e internazionali, con tutte le regioni rappresentate e l’Europa protagonista, e le rarità tutelate dai Presìdi Slow Food.

Giovani espositori in prima linea

Una tendenza si è già delineata nella composizione del Mercato a oggi: i giovani credono nel progetto di Terra Madre 2022, confermando i trend emersi in questi ultimi mesi. 

Dai dati Coldiretti su rilevazioni delle Camere di Commercio, le aziende italiane a conduzione giovanile (under 35) sono passate da 52.388 nel 2016 a 56.172 di fine 2021. Mediamente nel periodo considerato si è registrata una crescita delle “aziende cosiddette giovani” dello 0,4% annuo in controtendenza rispetto al numero complessivo di aziende agricole italiane che invece si è ridotto a un ritmo dello 0,7% all’anno.

Il risultato è che le aziende agricole condotte da giovani rappresentano oggi il 7,7% del totale rispetto al 6,9% del 2016. Il sogno è che questo trend in crescita continui. L’auspicio è che la politica riesca a mettere assieme, in una visione di lungo periodo, misure che favoriscano l’avvicinamento dei giovani alla terra.

L’Europa a Torino

Sono molti gli espositori che partecipano dal Vecchio Continente. Dalla Grecia alla Svezia, dalla Spagna alla Lettonia arrivano produttori che testimoniano come, anche in Europa, l’agricoltura possa rigenerare un sistema produttivo che troppo spesso si è consegnato alle logiche dell’agroindustria per un profitto immediato.

Un’agricoltura di prossimità, familiare, non invasiva, che applica modelli economici duraturi e replicabili con prodotti straordinari, esiste e ha bisogno di essere conosciuta e valorizzata. Sono produttori che condividono con quelli italiani le stesse incertezze e le stesse rivendicazioni verso l’Unione Europea, da una Pac che risponda al Green Deal, all’applicazione delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030: provvedimenti che potrebbero cambiare il volto dell’agricoltura europea, ma oggetto di attacchi e interventi lobbistici da parte di chi ha interesse a non cancellare l’uso della chimica di sintesi e propensa alla coltivazione di Ogm.

Non mancano prodotti provenienti da altri continenti come ad esempio l’olio di soia da Taiwan o i semi di sesamo lavorati dall’Etiopia.

La biodiversità tutelata e promossa da Slow Food

Uno dei motivi di maggior attrattiva di Terra Madre sono come sempre i Presìdi Slow Food, progetto di valorizzazione e salvaguardia della biodiversità alimentare mondiale, che anche quest’anno contribuiranno a decine ad arricchire l’offerta del Mercato.  

Il progetto conta 627 prodotti tutelati in 79 Paesi, espressione delle culture e degli ecosistemi più diversi: dalle Alpi alle foreste tropicali, dalle piccole isole ai contesti periurbani. Alcuni di questi (la disponibilità stagionale guida la loro presenza) si possono conoscere e acquistare passeggiando per il Mercato, molti altri sono presenti nei Laboratori del Gusto, tra vecchie conoscenze e prodotti che debuttano in questa edizione. 

Il Mercato di Terra Madre: accesso libero

Il Mercato di Terra Madre e Salone del Gusto è un luogo senza barriere, di confronto e scoperte gastronomiche uniche. L’accesso è libero: non prevede l’acquisto di un biglietto. Allora quale migliore occasione per visitare, conoscere e acquistare esperienze umane e alimentari uniche?

Ai produttori è riservato inoltre un programma di attività B2B con l’intento di contribuire a far crescere sempre di più un’economia sana, che risponda alle esigenze del presente con lo sguardo proiettato al futuro, affinché l’onda lunga di Terra Madre vada oltre i cinque giorni a Parco Dora e diventi il sistema alimentare per un numero sempre maggiore di persone. Tra le iniziative programma, gli incontri con i buyer selezionati insieme con la CCIAA di Torino e con gli operatori della Gdo in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e l’Ice.